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November 05 NOTTE BIANCA ROMA 3La Notte Bianca delle Scienze presso il dipartimento di Scienze Geologiche di Roma3 ( Largo Sal Leonardo Murialdo 1) coniuga protesta (nei confronti dei tagli indiscriminati alle Università e Ricerca) e divulgazione, tramite l'apertura della Sede a visitatori e studenti, i quali potranno partecipare ad una serie di iniziative tra cui: osservazioni con il telescopio, visita ai laboratori di ricerca, lezioni, seminari, letture, spettacoli, musica. Sarà possibile anche mangiare sul luogo.
Saranno presenti come ospiti speciali che interverrando MARIO TOZZI e MIMMO LOCASCIULLI.
September 30 VECCIO!Vecchi (quasi) quanto la TerraIn Canada sono stati rinvenuti i campioni di crosta più antichi, datati oltre quattro miliardi di anni. La notizia arriva dalle pagine di Science
L’affioramento di questi depositi rocciosi sulla costa est di Hudson Bay, in Quebec, è stato denominato Nuvvuagittug e la loro analisi è riportata questa settimana su Science. I geologi hanno raccolto campioni di crosta che sono stati poi analizzati insieme ai ricercatori del Dipartimento di Magnetismo Terrestre della Carnegie Institution. Grazie alle misurazioni della composizione isotopica dei rari elementi neodimio e samario è stato possibile stabilire per queste rocce un'età compresa tra i 3,8 e i 4,28 miliardi di anni. Circa 250 milioni di anni in più rispetto alle rocce più antiche rinvenute finora. Ad onor del vero, in Australia sono stati trovati granuli minerali (zirconi) datati 4,36 miliardi di anni. Ma nel caso del Quebec si tratta del primo rinvenimento di un'intera parte di crosta ben conservata. I ricercatori ritengono che la composizione dei campioni di Nuvvuagittug potranno fornire importanti informazioni sulla crosta terrestre primordiale e sui processi che la generarono, visto che il nostro pianeta, con i suoi 4,6 miliardi di anni, non è poi tanto più vecchio. (e.a.) September 15 IL NOSTRO GIGANTE SEMI-ADDORMENTATOIl magma è mobiledi Roberta Pizzolante
L’area intorno al Vesuvio, infatti, è una delle più densamente popolate, con 700 mila persone che abitano ai piedi del vulcano. Ai fini della valutazione del rischio di una prossima eruzione è importante stimare la profondità alla quale si trova immagazzinato il magma. Se sta a profondità minori, per esempio, può significare che ha un più basso contenuto in volatili (gas la cui liberazione influenza molto il tipo di attività vulcanica) e che darà origine a un’eruzione di minore violenza. Gli attuali scenari del rischio per l’area napoletana si basano sull’assunto che la camera magmatica sia rimasta costante nei passati quattro mila anni. Ma non è così.
Una nuova eruzione del Vesuvio potrebbe provocare tante vittime quanto il recente tsunami in Asia. È la macabra conclusione di un gruppo di ricercatori inglesi membri del progetto europeo Exploris. I risultati dello studio che ha visto impegnati vulcanologi, ingegneri civili e medici sui rischi per la popolazione di una eruzione vulcanica sono stati pubblicati sulla rivista Bulletin of Vulcanology. Secondo gli autori della ricerca il Vesuvio è uno dei più gravi pericoli che minacciano l’Europa. Tuttavia, grazie a quanto insegnatoci dalla tragica eruzione del vulcano Montserrat nei Carabi, avvenuta nel 1997, il pericolo di nuove eruzioni può essere efficacemente affrontato. Studiando gli effetti devastanti del vulcano caraibico, molto simili all’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C., i ricercatori hanno notato come gran parte dei danni fossero imputabili all’impatto del fronte lavico con gli edifici. La pressione dei gas è stata infatti sorprendentemente bassa e la devastazione, invece, dovuta alla penetrazione della massa fluida attraverso porte e finestre aperte. Tanto che una netta riduzione dei danni si può ottenere semplicemente rivestendole di materiale termoresistente. Questa soluzione, secondo i ricercatori inglesi è molto più efficace del già previsto piano di evacuazione che richiede tempi lunghi e difficoltà organizzative enormi. Non tutti gli studi sembrano però così ottimisti. Alcuni ricercatori italiani, guidati da Lucia Gurioli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Pisa, hanno infatti stimato la temperatura raggiunta nell’eruzione di Pompei, sulla base delle proprietà magnetiche dei resti. Il modello proposto sulla rivista Geology permette di vedere gli effetti turbolenti dovuti al posizionamento di edifici e strade. Secondo lo studio non sembra che vi sia una diminuzione della temperatura sotto i 100°C, soglia necessaria per permettere per esempio alle squadre di soccorso di arrivare senza rischiare di liquefarsi. August 15 NO AL NUCLEARENO AL NUCLEARE
No al nucleare: le ragioni degli scienziatiCon una lettera aperta al premier, oltre mille ricercatori chiedono maggiore collaborazione tra scienza e politica sul problema energetico
L'appello è stato promosso da un comitato di tutto rispetto, presieduto da Vincenzo Balzani, uno dei chimici più accreditati presso la comunità scientifica internazionale, ora a capo del Photochemistry and Supramolecular Chemistry Group dell'Università di Bologna: “In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale”, hanno dichiarato i ricercatori, “abbiamo sentito il dovere di esprimere la nostra opinione”. Alla vigilia della discussione del governo sulle centrali nucleari si chiede di non considerare l'atomo come la soluzione del problema dell'energia in Italia, ma di essere lungimiranti e utilizzare le risorse per sostenere le fonti rinnovabili. La necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari sono le motivazioni principali elencate nella lettera. I ricercatori, si legge a conclusione del documento, sono pronti a mettere a disposizione le loro competenze per discutere il problema energetico in modo approfondito e nelle opportune sedi. Chiunque può sottoscrivere la petizione all'indirizzo Internet energiaperilfuturo.it (t.m.) Le centrali sono più sicure che in passato. Ma rimane aperta la questione delle scorie. A oggi nessun paese del mondo sa ancora come conservarle in assoluta sicurezza di Tiziana Moriconi
Lo ribadisce anche il recente rapporto di Legambiente “Il nucleare non serve all'Italia” secondo cui le circa 250mila tonnellate di materiali altamente radioattivi prodotti finora nel mondo sono ancora in attesa di essere trasferiti in siti di smaltimento. Stando ai dati Apat (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici) riportati da Legambiente, in Italia ci sono 250 tonnellate di combustibile irradiato (ovvero già consumato all'interno dei reattori) che occupano 25mila metri cubi, cui vanno sommati altri 8mila metri cubi di materiale contaminato derivante dallo smantellamento delle quattro centrali dismesse (Trino, Caorso, Latina e Sessa Aurunca) e degli altri quattro impianti di ricerca (oggi non più attivi) sull'energia nucleare. (A questo link una mappa di tutti i depositi italiani di scorie radioattive). La Sogin, la società che in Italia si occupa dello smaltimento del materiale radioattivo, nel maggio del 2007 ha firmato con la francese Areva un accordo per il riprocessamento di 235 tonnellate del combustibile irradiato. Questo processo (in cui la Francia è leader nel mondo) permette di dividere chimicamente il plutonio e l'uranio dal resto dei prodotti di fissione. I due elementi vengono miscelati sotto forma di ossidi, in un composto che prende il nome di MOx (Mixed Oxides), che può essere utilizzato nuovamente come combustibile (mentre il resto dei prodotti viene vetrificato). L'accordo con l'Areva, per cui l’Italia pagherà 250 milioni di euro, prevede che plutonio e uranio rimangano alla Francia, mentre entro il 2025 i restanti rifiuti vetrificati saranno rispediti in patria. Per allora la Sogin spera che Governo e Regioni abbiano trovato un sito di superficie dove stoccarli (l’idea dello stoccaggio in siti geologici è stata abbandonata durante la precedente legislatura). Oltre che in Francia, il riprocessamento attualmente si fa in Gran Bretagna, Giappone e Russia. Come Frank N. von Hippel, fisico nucleare e docente di Pubbliche relazioni e rapporti internazionali del Princeton University's Program on Science and Global Security, spiega in un articolo su Scientific American, il MOx, una volta irradiato nelle centrali, contiene ancora circa il 70 per cento di plutonio di partenza. Ma l'aggiunta degli altri prodotti della seconda fissione cui è sottoposto, lo rende difficilmente accessibile per una seconda estrazione (ovvero per un secondo riprocessamento). Secondo Hippel, Francia, Gran Bretagna, Giappone e Russia, in realtà hanno solo spostato il problema dello stoccaggio delle scorie dal sito del reattore a quello dell'impianto di riprocessamento. Tanto che stanno pensando di chiudere le strutture. La ricerca di base intanto, compresa quella italiana, sta cercando di sviluppare reattori che possano utilizzare, come combustibile, elementi poco radioattivi, nonché le stesse scorie accumulate negli anni, restituendo poi rifiuti in quantità minore e meno tossici. “Si tratta delle centrali di quarta generazione, basate su concetti che sono ancora in parte da sviluppare, ma di cui potremmo avere una prima dimostrazione già nel 2030”, spiega Graziano Fortuna, fisico e membro della giunta per la ricerca dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn): “Un tempo ovviamente troppo lungo se si vuole l'energia nucleare nel prossimo ventennio”. In pratica si cerca di passare dai reattori a neutroni termici (prima, seconda e terza generazione) a quelli a neutroni veloci (quarta generazione), in grado cioè di spezzare in modo efficiente elementi che siano molto meno tossici di uranio e plutonio: “Se, per esempio, riuscissimo a utilizzare soltanto il torio (come proposto dal Nobel Carlo Rubbia, ndr.) al posto dell'uranio e del plutonio”, continua Fortuna, “la fissione non porterebbe alla formazione di plutonio 239 e 240, né di curio, nettunio o americio, i composti maggiormente radioattivi prodotti dalle attuali centrali. Ma questo non è certo realizzabile nel giro di qualche anno”. I reattori di terza generazione più comuni possono utilizzare sia uranio 238 arricchito in uranio 235, sia MOx. Per un gigawatt di potenza erogata in un anno, producono 125 chilogrammi di plutonio, più i già citati curio, nettunio e americio, che rappresentano circa il dieci per cento delle scorie. Molti di questi rimangano radioattivi anche per centinaia migliaia di anni (centomila il plutonio 239, oltre seimila il plutonio 240). “Ancora non si prevede”, fanno sapere dall’Enel, “l'utilizzo del ciclo uranio 233-torio: solo in India si sta progettando questo ciclo del combustibile, date le sue notevoli riserve di torio”. Insomma, un nucleare che non abbia conseguenze per le prossime quattromila generazioni è ancora lontano. FONTE: GALILEONET.IT OneGeologyA carte scopertePresentato oggi a Oslo il progetto OneGeology, un portale on line che consente di organizzare i dati ed esplorare il nostro pianeta
Grazie alla collaborazione di scienziati provenienti da tutto il mondo e con il patrocinio dell’Unesco, è stato costruito un nuovo, comune database per raccogliere, organizzare in modo coerente e condividere globalmente i dati geologici. Ma il portale sarà utile per tutti. La soluzione di problemi come il sollevamento del livello del mare, la gestione dei rifiuti e lo stoccaggio dell’anidride carbonica, infatti, dipende strettamente dalla morfologia e dalla orografia del territorio. Il portale servirà anche per il reperimento di risorse naturali (acqua, idrocarburi e minerali), la pianificazione territoriale e la mitigazione del rischio idrogeologico. Non solo le carte si possono scaricare, ma anche i dati su oltre 80mila sondaggi geologici superficiali e su 460mila frane. E, grazie a questi, si può risalire alle caratteristiche generali del nostro territorio. (a.g.) Il momento + bello della giornataPOESIA
...." Tanto è ora che mi metto la canna in bocca e mi sparo, tanto quella è la mia fine..."
Autore: mio padre
Ispirazione: perchè la tavola non era in ordine
Commento: mi fai semplicemente schifo July 27 Un pezzetto d'Italia al polo nordPOLO NORD
Parte la spedizione italiana Ha preso il via in questi giorni la nave Ogs-Explora, destinazione Polo Nord, isole Svalbard. La crociera, che vedrà impegnato l’equipaggio scientifico dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste, rappresenta l’unico progetto italiano attualmente avviato in Artide all’interno dell’Anno Polare Internazionale. La spedizione finanziata interamente da Ogs partirà da Christiansund, porto della Norvegia occidentale, e si concluderà all’incirca un mese dopo. Nel corso del viaggio la nave si sposterà lungo una rotta prestabilita, a zig-zag, per consentire l’acquisizione di dati sull’evoluzione geologica e oceanografica e sull’attuale stabilità dei margini continentali ghiacciati nord-europei. Da questa esplorazione dei fondali marini gli scienziati prevedono di ottenere informazioni per la comprensione del paleo-clima e del clima futuro, ma anche sulla stabilità del fondo marino, indispensabili lo sfruttamento economico-commerciale dei margini Artici.
Il margine continentale meridionale delle isole Svalbard, nei pressi dello sbocco dello Storfjorden, è una zona geologicamente rappresentativa per lo studio dei processi glaciali controllati dalle variazioni climatiche. Nei periodi di glaciazione, infatti, ospitava i cosiddetti ice streams, ghiacciai in grado di muoversi più rapidamente del ghiaccio circostante. Oggi è libera dai ghiacci e appartiene geograficamente al territorio Artico, un’area che negli ultimi tempi sta suscitando l’interesse degli scienziati Italiani, che finora si erano concentrati sul Polo Sud all’interno del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). Il Territorio selezionato, inoltre, si trova allo sbocco meridionale dello stretto di Fram, un punto cruciale in cui le masse d’acqua artiche e antartiche si incontrano, influenzando l’andamento generale della circolazione oceanica. L’importanza del sito è però anche storica, poiché questa regione è stata una delle tappe principali delle prime spedizioni polari e di quelle toccate durante il primo Anno Polare Internazionale, istituito nel 1882-83 per iniziativa di Carl Weyprecht, triestino e ufficiale dell’Impero Austro-Ungarico. July 26 Argomento del giorno: IDRATO DI METANOMetano a ventimila leghe sotto i mari
di STEPHEN LEAHY
Studiando i diversi campioni per capire quali combinazioni pressione/temperatura tengono il metano intrappolato è possibile escogitare un modo pratico per riportare gli idrati in superficie con il minimo dispendio di metano durante il trasferimento. Il simulatore del Brookhaven è solo il primo passo. Prima di poter intraprendere tentativi di estrazione su larga scala, bisogna trovare mezzi più affidabili per individuare collocazione e composizione degli idrati di metano. Le sonde sismiche per la rilevazione di depositi di gas e petrolio non funzionano, spiega Mahajan, perché troppo sensibili a segnali fuorvianti. Lui e altri esperti coinvolti nel National Methane Hydrate Program del Dipartimento dell’Energia statunitense stanno cercando di sintonizzare meglio tali dispositivi per eliminare l’inconveniente. Il loro obiettivo sarebbe anche quello di capire se a seconda della profondità i depositi di idrato di metano variano per composizione, concentrazione e comportamento. A fine marzo 2005 la spedizione dell’Uncle John potrebbe rispondere ad alcuni di questi interrogative. Si tratta di un semisommergibile da trivellazione, che trascorrerà 35 giorni nel Golfo del Messico per raccogliere i primi campioni di sedimento dai depositi di idrati di metano a più di 1300 metri di profondità. “L’intenzione è quella di prelevare cilindri di sedimento di circa 0,8 centimetri di diametro per poi mantenerli nelle stesse condizioni in cui si trovavano originariamente nei fondali”, spiega Ray Boswell, consulente tecnologico del National Energy Technology Laboratory di Morgantown, West Virginia. La spedizione sarà solo parte di un progetto quadriennale da 23 milioni di dollari, cofinanziato dal Dipartimento dell’Energia statunitense e dalla ChevronTexaco, per ricavare campioni di sedimento oceanico da analizzare. Mahajan e colleghi studieranno i campioni per determinare la natura dell’idrato di metano presente nei fondali ed elaborare un metodo per valutare l’entità delle riserve. “In laboratorio possiamo alzare e abbassare la temperatura nelle camere test per vedere in che modo si possa riuscire a liberare il metano”, continua Boswell. Concentrandosi sulla ricerca di base riguardo alla natura dell’idrato di metano, Boswell spera di risolvere gli enormi interrogativi relativi alla sua sicurezza, alle sue modalità di produzione dell’energia e al suo ruolo ambientale.
Quest’ultimo, in particolare, è stato cruciale: circa 55 milioni di anni fa – spiega infatti Jim Kennett, geologo marino dell’Università della California di Santa Barbara - gli oceani eruttarono rilasciando nell’atmosfera ingenti quantitativi di metano. Il metano è un potente gas serra e, stando alla tesi più accreditata, il suo rilascio sarebbe stato il risultato di un innalzamento delle temperature marine dovuto a un improvvisa impennata del processo di riscaldamento globale. “È come se nell’arco di una vita umana la temperatura media fosse aumentata di sette gradi”, precisa Kennett. Non si sa per quale motivo gli oceani si fossero surriscaldati a tal punto da liberare il metano dal suo sarcofago di fango ghiacciato. Alcuni suggeriscono l’ipotesi di un periodo di intensa attività vulcanica. Ma una volta innescato il processo, è iniziato anche il feedback positivo del rilascio di gas. Un’analoga destabilizzazione su larga scala al momento è altamente improbabile, ma il riscaldamento progressivo e veloce che sta interessando l’Artico fa di questa regione, secondo Kennett, un possibile punto caldo. L’Artico e il permafrost contengono quantitativi minori di idrato di metano. Ed è la temperatura freddissima più che l’alta pressione a mantenerli congelati. “Dobbiamo studiare con attenzione quel che avviene lì”, commenta l’esperto. Con le dovute cautele e una buona dose di fortuna, l’idrato potrebbe essere un’importante fonte di energia per il futuro, sostiene Boswell: le ricerche canadese e giapponesi hanno dimostrato che l’opzione è praticabile anche a livello di convenienza economica. Senza contare che le riserve costiere sono limitate, ma quelle in mare aperto molto maggiori, lì ed anche altrove.
© Wired News July 19 .....SCARABOCCHIANDO...Accidenti sono a casa con la febbre.....ma si può avere la febbre d'estate??? e perchè poi? perchè sto troppe ore in una fantastica piscina all'aperto (SOTTOLINEIAMO SOLO PER LAVORO!!)....porca miseria....mi sto proprio invecchiando =(....
Vabbè se non altro mi riposo un paio di giorni,inutile dire che mi annoio....e quindi mi dedico un po' al disegno visto che non ho mai tempo per farlo.....ecco i risultati di un lungo e noioso pomeriggio......ciao a tutti!!!
July 12 UNO DEI POCHI TEST CARINI E VELOCI Test bellissimo
INIZIALE DEL NOME: A ho sedato B ho ucciso C ho sparato D ho impiccato E ho avvelenato F ho spiaccicato G ho menato H ho drogato I ho licenziato J ho mandato a quel paese K ho studiato L ho rapito M ho minacciato N ho riscattato O ho sposato P ho sciagattato Q ho squartato R ho battezzato S ho dato fuoco a T ho graffiato U ho strangolato V ho buttato giù da un burrone Z ho esorcizzato X ho torturato W ho tagliuzzato Y ho sbudellato COLORE PREFERITO: Rosso il/la prof. di latino Rosa il/la prof. di italiano Verde il/la prof. di geografia Verde acqua il/la prof. di storia Viola il/la prof. di matematica Fucsia il/la prof. di scienze Arancione il/la prof di francese o spagnolo Giallo il/la prof di inglese Marrone il/la prof di tecnica Nero il/la prof di arte Grigio il/la prof di musica Bianco il/la prof di ed fisica Blu il/la prof di religione Celeste il/la prof di fisica/chimica Altro il/la prof di diritto MESE IN CUI SEI NATO: gennaio: perché vado forte così febbraio: perché l’odiavo marzo: perché me lo ha detto il papa in confidenza aprile: perché l’ho letto su un giornalino maggio: perché avevo la febbre giugno: perché così sono più contento luglio: perché ero nervoso agosto: perché così va la vita settembre: perché questa era la cosa migliore da fare ottobre: perché va di moda novembre: perché mi ha interrogato dicembre: perché volevo cambiare il mondo GIORNO IN CUI SEI NATO: 1 e perché era brutto/a e cattivo/a 2 e perché me l’ha detto il presidente della repubblica 3 e perché un gatto mi ha aiutato 4 e perché è il motto di spongebob 5 e perché era un mio sogno 6 e perché guardo i teletubbies 7 e perché mi andava 8 e perché mi guardava male 9 e perché nessuno la sopportava 10 e perché pingu avrebbe fatto lo stesso 11 e perché volevo rivoluzionare la mia vita 12 e perché mi piace imitare chuck norris 13 e perché nei videogiochi fanno sempre così 14 e perché sono un ninja 15 e perché lui/lei assomigliava ad un cetriolo 16 e perché domani avrei dovuto avere una verifica 17 e perché spider pork è un mito 18 e perché volevo un voto più alto 19 e perché i miei amici tifavano per me 20 e perché nessuno ha mai avuto il coraggio di farlo 21 e perché odio la sua materia 22 e perché mi ha ucciso il cane immaginario 23 e perché mi sognava di notte 24 e perché facevo gli incubi su di lui/lei 25 e perché avevo bevuto redbull(ti mette le aaali!) 26 e perché ero ubriaco/a 27 e perché trascorro così il mio tempo 28 e perché avevo trovato il libretto di istruzioni per farlo 29 e perché è il mio lavoro 30 e perché sono stato/a pagato/a per farlo 31 e perché sono minorenne Le frasi che vi vengono fuori da test scrivetele nei commenti!!! IO PER ESEMPIO HO SPARATO ALLA PROF DI GEOGRAFIA PERCHè VOLEVO RIVOLUZIONARE LA MIA VITA....ATTENTA MOLIN!!! June 28 ...nonna...Ciao.......è strano non avrei mai pensato ti scriverti qualcosa, non l'ho mai fatto..........
A volte ti penso ma cerco di non farlo perchè ci sto male, cerco di scacciare i ricordi o di ridere sulle piccolezze che facevi quando stavi con noi........quando questa casa era meno vuota, quando tornavo e c'eri sempre tu ad aspettarmi........mi facevi la borsa della piscina e puntualmente ti scordavi qualcosa.....ed io mi arrabbiavo.......chissà perchè tiravo fuori tanta rabbia proprio con chi mi ha cresciuto.
Si, in fondo mi hai cresciuta tu....mamma non c'era, papà era un ombra ma c'eri sempre tu....i giri sull'autobus, le favole, la pasta al sugo......solo ora mi accorgo di quanto mi manchi e di quanto facevi.
Mi vergogno di non venire a trovarti, mi vergogno di non chiamarti ma anche ora che sto scrivendo a malapena trattengo le lacrime, anzi....non ci riesco......
ti meriti queste righe, ti meriti tanto, ed io ti ho dato così poco......rimarrà uno dei miei rimorsi + grandi.....
Ora stai male ed il tempo per rimediare è scaduto, a volte non so neanche se ti ricordi + di me.....di quella nipote acquisita ma che hai trattato come una figlia, di quella babina dispettosa e prepotente che però ti voleva e ti vuole un gran bene.
Scusa per il mio caratteraccio, scusa se non ti ho dimostrato nulla o solo il peggio, scusa se non sono mai stata quella che avresti voluto...scusa nonna.
ti voglio bene....vorrei tanto averti qui.... May 23 Ho sempre pensato...solo pensatoVITA TRANQUILLA (TRICARICO)
Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato Ma poi avevo questo…ed era lo stesso Ho sempre pensato Troverò il mare e sarò bagnato Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla Che cos’è… che io aspetto… Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando sono nato Che sono spericolato Io… voglio una vita serena Perché è da quando sono nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei Ho sempre pensato Quando avrò il cielo sarò stellato Divenni una stella… ma ero lo stesso Sempre lo stesso Ho sempre pensato Troverò lei e sarò rinato Lei ho trovato… qualcosa è cambiato Qualcosa è cambiato L’ultima illusione non è svanita Io libero per sempre Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato che sono spericolato Io… voglio una vita serena Perché è da quando son nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato che sono spericolato Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei April 12 Counter....Arisalve.....si si, sono di nuovo qui, ci riprovo ma le premesse sono e rimarrano le stesse:"non è mai detto che ci riesca!"
Salve ai nessuno ( no Ulisse non ce l'ho con te :-) ) che saranno sicuramente la maggioranza ma...SALVE anche a chi ha deciso di esistere, salve soprattuto a loro.
Sono appena tornata dagli allenamenti e, anche se non avevamo programmi fissi, il mio stupido orgoglio misto a vergogna mi ha imposto a lavorare come se qualcuno fosse li a contare tutti i miei sbagli.
E' qualcosa che mi porto dietro spesso. il mio "Conta Errori". C'è chi a fine corsa controlla il conta passi, io a fine giornata conto tutti gli sbagli e, se un podista prova soddisfazione a leggere un numero elevato nel minor tempo possibile, nel mio caso, beh....capite da soli che non è la stessa cosa.
Quel numero è una poccola ossessione, che aumenti o che diminuisca......a volte mi piace pensare che, se diventa eccessivamente basso è perchè qualche circuito non ha funzionato o forse, perche mi sono appena svegliata e di sbagliare non ne ho avuto ancora il tempo.
Prima parlavamo dei sensi di colpa, io e la mia coscienza; scelgo lei come interlocutore solo per pigrizia di dover articolare un discorso sensato con qualcuno, almeno lei sa già le cose prima che le dica, quindi di conseguenza risparmio anche i commenti, tanto sarebbero comunque i miei.
Ma anche questo è uno sbaglio.
Perchè direte voi? Ogniuno pensa e parla con se stessi, come può essere sbagliato qualcosa che è così profondamente carnale anche se non ha forma?
Lo è perchè è proprio la pigrizia di non relazionarci con gli altri, di metterci in gioco che ci frega.
Non so se a voi è mai capitato ma, se prima di parlare con qualcuno le nostre motivazioni sono potenti e solide come non mai, una volta dette, buttate fuori dal nostro involucro protettivo, sembrano non aver più neanche lo stesso suono. E finiamo per dire:" diamine ma, davvero è solo tutto qui?"
E tutta quell'energia si è dispersa in urla, gesti e pulsazioni accelerate, e dell'antico discorso neanche più l'ombra.
Essì signori, la mia umile opinione è questa: parlare serve per accorgersi che pensare non basta, che siamo grandi persone come grandi bastardi, ma ogni angolo si smussa e nulla è più tagliente come sembrava.
Dal basso delle mie verità posso accennare a dare un consiglio ma sappiate signori miei, io stessa non applicherò.
La pigrizia è troppa, la paura anche, e poi, il mio interlocutore invisibile diventerebbe geloso.....povero... faccio sempre finta che non ci sia ma spero che lui sappia che mi rifugio sempre in lui quando serve. Lui mi accoglie nella sua stanza, butta la chiave e quei muri d'aria sembrano una fortezza.
Ciao stranieri
Ciao a tutti e, che leggiate o no, Buona vita. April 10 fiùùù........fiùùùùSaaaaalve..............lo so, ne sono consapevole, non c'è effettivamente nessuno dall'altra parte di questo monitor, e scrivere in questo momento assume un significato quasi ironico...... quel qualcosa di dolce che però alla fine non ti consola come speravi.
Allora, come nelle più giuste e antiche delle tradizioni, cominciamo dal principio.
Sono una ragazza di 20 anni, abbastanza alta, abbastanza mora, abbastanza simpatica....come tante, come quelle che vedete ogni giorno e che poi a fine giornata, non ricordate bene neanche dove. E' normale, è la routine, la vita ce lo impone, la società, l'istinto di sopravvivenza, chiamatelo come volete, fatto sta che sicuramente a fine giornata sarete così stanchi e così occupati che persone come me, come tante, neanche le considerate. E INVECE CI SIAMO!
Io ci sono ma, come gli altri sono trasportati e non ricordano, neanche io lo faccio....eppure ci sono.....e allora perchè?
Viviamo per esistere solo per le persone che secondo noi contano, ci esponiamo, usciamo fuori dalla massa solo per chi ne è degno....è uno sforzo, è un'aziione faticosa perchè, in fin dei conti è molto comodo rimanere omologati tra la gente.
Gli uguali non si guardano, sono abituati alla loro vista,conoscono già il loro aspetto e non si sforzano di cercare qualcosa di nuovo,tanto non c'è.
Faccio finta che il mio interlocutore invisibile ora mi stia guardando un po' allibito, con gli occhi chi si chiede:" ma che significa?!?!?!" tutti abbiamo presente quello sguardo :-)
Ecco ora io non posso lasciarlo nel dubbio, povero il mio interlocutore invisibile, gli ho già detto che non esiste ed ora lo lascio nel dubbio. No, non posso.
Il perchè lo dico. Lo studio assiduo delle scenze risveglia la voglia del calore dei sogni, dei romanzi che l'animo disprezzava perchè aveva bisogni di basi solide. Cominci a viaggiare e ti rendi conto di quanta gente in realtà, pur avendo una un corpo, è solo aria che ti passa accanto e che magari è quell'arietta fastidiosa che non sopporti. Non sopporti la gente che non esiste.
Si sviluppa una barriera ( cuffiette, giornali, cellulari... ) difficile da abbattere, radicata negli sguardi. E' una lotta, o io o te...e chi ha la musica più forte vince, perchè neanche ti ascolta.
Credevo di iniziare da un punto semplice e chiaro ma forse mi sono legata da sola.....sbrogliare i propri pensieri diamine non è facile, cercare di farli capire a volte è un'impresa addirittura impossibile.....cmq ora nessumo mi può replicare che non ci ho provato! quando mai ho detto di poterci riuscire???
Ciao ragazzi/e cercate di esistere...essere solo uno spiffero d'aria fastidioso non deve essere poi una gran cosa ;) March 30 RISP A MARIANNArispondo a Marianna che mi aveva chiesto un suggerimento sull'argomento della tesina.
Allora puoi utilizzare temi attuali, di cronaca come l'ambiente, il lavoro, la politica oppure puoi prendere qualche tua passione e adattarla alle materie, io ad esempio ho portato "L'ACQUA" poichè sono una nuotatrice e i prof sono stati contenti perchè un argomento trattato con passione è sempre ben valutato. Cmq chiedi sempre consiglio ai prof e se ce ne è uno + simpatico sfrutta tutto ciò che puoi! beh spero di averti aiutato baci CIAO CIAO! |
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